mercoledì 25 novembre, 2009

Hello people

Stesso posto, nuova casa. Vecchio lavoro,  se lo si può definire vecchio. Ancora qualche giorno di nullafacenza nella quiete preinvernale. Poca neve sui monti, molta meno rispetto al mio arrivo qui nel 2008, sotto una bufera che durò poi due giorni.
Comincia un’altra stagione qui a Verbier, l’ultima credo, e lunedì si torna dietro un bancone. Gli stimoli ci sono, la voglia un pò meno. Non lavorare per uno o due mesi rende tornare a farlo sempre più più difficile. Lo dico per scherzo, ma in buona parte mi sa che lavorare debilita più che nobilita l’uomo.
Rispetto a 12 mesi fa sono comunque cambiate tante cose. Non più fuga e bisogno di decomprimere, di prendersi spazio e tempo, ma decisione razionale fondata sulla possibilità di fare ulteriore esperienza e anche un pò di fondocassa utile nei mesi successivi, per quelle scelte che dovrò comunque prendere. Non più gran fotta per pendii innevati e freeride, ma solo lieve entusiasmo. Non più dubbi sul nuovo lavoro e sulle nuove esperienze, ma coscienza di essere capace a farlo e voglia di migliorarsi. Anche in prospettiva.
Per fortuna la nuova sistemazione è molto meno peggio di quanto temessi, anzi, si sta veramente bene, e nonostante non sappia chi sarà il mio coinquilino, credo non sarà un problema. Lo spazio non manca! Se poi penso a quanto spendevo l’anno scorso, non si può che essere contenti.
Questo il capitolo Verbier.

Oltrealpe invece non so più cosa pensare. Non riesco a fare previsioni, non so se sperare in elezioni anticipate, grandi coalizioni, o perchè no, attacchi di… caghetto! Ne succede una ogni giorno e ciononostante non cambia nulla. Attendiamo il 5 dicembre e vediamo quale sarà la risposta di popolo e media. Ma non ho molte aspettative.

E con questo chiudo questo breve post poco ispirato, giusto per aggiornare sui miei spostamenti.
Everybody, keep rockin’!

mercoledì 21 ottobre, 2009

Artwork socialmente utile #1

Mr. Bad Guy

Riproduzione e utilizzo liberi, anzi vivamente incoraggiati.

(clicca dx sull’immagine per salvarla)

lunedì 19 ottobre, 2009

Impotenza o noncuranza?

Stasera ho bisogno di scrivere. Nonostante l’influenza. Nonostante la voglia di andare a dormire e lasciare perdere. Ho bisogno di scrivere per sentirmi un pò meno impotente. O forse solo un pò meno menefreghista, appunto.

Menefreghista perchè tanto tutto va bene. Perchè in fondo me ne torno a lavorare in Svizzera. Perchè tanto sono un ragazzo fortunato. Perchè anche se mi impegno cosa cambia?

E intanto sto paese è sempre più alla frutta. Sì, in coma profondo. Scrivetelo pure, sono antiitaliano. Venitemi a prendere. Ma prima leggete attentamente.

Questo paese è un sogno, ha una storia eterna, ha tutto ciò che gli serve. Da anni mi chiedo perchè – nell’inspiegabile catena degli eventi – il mio DNA si sia formato proprio qui e non in Kamchatka o in Iowa, e ringrazio questa strana fortuita casualità. Questo paese ha un’anima, anzi ha tante anime, e ognuna merita di essere scoperta, studiata, amata, nei suoi pregi e nei suoi difetti. Alla scoperta dell’Italia. Ne vale la pena.

Ma queste anime – o meglio questa percentuale di anime che dovrebbe girare intorno al 60% abbondante – oggi come fa a non vedere che nell’Italia2009 ci sono troppe cose che non vanno, che la deriva sta diventando pericolosa e che è il momento di dire NO?!

NO. Ma non a uno schieramento politico, Pdl, Lega o chicchessia, attenzione.

NO a colui che della politica ha fatto un gioco personale – del quale è sapiente maestro, inutile negarlo – a suo uso e consumo. Mister B.

NO a tutto quello che lo circonda e lo ha reso ciò che è oggi. Star system, tette culi soldi, coca e tarantelle.

e NO sopratutto a noi – a noi come SOCIETA’ (IN)CIVILE – a questa nostra sempre più evidente accettazione di essere ciechi muti e sordi di fronte a cose che NO, non sono normali. Neanche in Italia, dove la normalità è un’opinione.

NO, non mi sento meglio ora e NO, non ho fatto neanche lontanamente il mio dovere.

La nostra partecipazione politica, giovanile e non – e la mia per prima – è da tempo inesistente. L’opposizione (quale?!) litiga, inconsistente. Si frammenta. La gente si affanna per ciò che non conta, e tralascia ciò che conta. Troppo faticoso. Troppa energia sprecata. Ci si barrica in casa, si grida “Al ladro!”, quando il ladro è già scappato in fondo alle scale, spaventato dalle urla, lui che, chissà, forse in realtà voleva solo una tazzina di zucchero.
Si parla del NIENTE.
CI SI LASCIA NUTRIRE DI NIENTE.
Loro ci provano. Noi li lasciamo fare. Convinti, come dei tossici allo sbando, che tanto quando ci pare spingiamo il tasto stop e tutto torna come prima: le nostre libertà, i nostri diritti, i nostri doveri. E soprattutto i nostri cervelli. Ma non è così.

E io mi sento impotente.

Impotente perchè quando finalmente mi scrollo di dosso questa fottuta noncuranza, questo menefreghismo, e sentirei il dovere di schierarmi, di lottare – in QUALSIASI maniera – di lanciare un segnale al mio paese, vedo il vuoto intorno. Un vuoto di passione e di principi. Di valori e sogni per il futuro, sogni che vanno al di la di macchina vestiti, aperitivo e telefonino. Ditemelo, con chi cazzo ci vado, a fare le barricate? Con Beppe Grillo?

Per il momento non mi resta che cercare consolazione e improbabili compagni di avventura sul web o nelle  parole di alcune delle poche “penne libere” del mondo dell’Informazione, quello con la i maiuscola. Ma rimangono parole. Quando sarebbe il momento di passare ai fatti.

Chè le parole, oggi, svaniscono troppo in fretta. Anche le mie…

E il senso di impotenza cresce ancora.

(colonna sonora: Riccardo Sinigallia)