Archivi del mese: dicembre 2007

Sopra le nuvole

Sopra le nuvole
scendo sulla fine del mondo
monti isole acque blu
paesaggi d’incanto che non si destano mai.

Rimangono immersi nei sogni
di noi viandanti innamorati
di una fine da cui ripartire
di una vita da esaltare appieno.

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Rotolato verso sud

Qui piú che rotolare si vola. Iguazu-Buenos Aires-Trelew-Ushuaia. Dall’estremo Nord di questo paese alla punta del mondo a sud in poco piú di un giorno. Strana sensazione.

Le cascate di Iguazu sembrano ormai lontane, insieme al caldo torrido tropicale. Ma che spettacolo unico.

Qui a Ushuaia fa freddo, come logico, ma neanche tanto, e vorrei solo un cielo limpido per godermi il panorama. Sará dura. L’arrivo in aereo é fantastico, paesaggio d’incanto, e anche la vista in paese é unica. Sapere di essere praticamente in Antartide aggiunge un discreto fascino a questo luogo che é in realtá un paesone confuso, strano, bizzarro.

In mezzo a tutto ció, un tour in volata a vedere una delle pinguinere piú grandi del Sud America, e scoprire che i pinguini sono animali diversi da quanto possiamo pensare. se ne stanno nel deserto, nelle loro tane, a figliare, e l’acqua la vedono solo per andare a pescare. non l’avrei mai detto. Quanto all’intellligenza, non sembrano oggettivamente delle cime. peró sono splendidi!

La tappa di Trelew coi pinguini peró ha lasciato una paginetta di sfogo piena nel mio taccuino, ed eccola qui:

Oh ma fatemi capire per bene! Hanno per caso creato un gemellaggio Italia-Patagonia? Esiste uno strano legame tra popolo italico e quegli strani esseri chiamati pinguini? Per caso é stato provato che sono i nostri antenati (si spiegherebbero un sacco di cose!) e quindi ora li si va tutti a trovare? Trelew é stata citata su Capital, Class o GQ? Eccheccazzo… Si puó trovarsi praticamente su un charter Orio Al Serio – Sharm El Sheik a 1500 km da Buenos Aires e + di 10000 dall’Italia? Avanti di cuffiette e musica, e via qualsiasi segno identificativo (MAI portare uno zainetto Invicta, mai sfoderare magliette heavy-branded). Saró un elitarista del cazzo, spocchioso ecc, ma proprio non ce la posso fare… Speriamo che Ushuaia si salvi, éd evviva i pinguini di Punta Tombo!

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Buon Natale

Un giorno come tanti.

Ma il giorno che abbiamo scelto per ripensare a noi stessi. Per scambiarci un segno di amicizia e amore. Per tornare bambini, limpidi e pieni di speranza.

In questo giorno vorrei che almeno uno dei milioni di gocce d´acqua che scorre in ogni istante da queste cascate potesse trasformarsi in un vostro sogno, e sapesse fornirvi tutta l´energia necessaria per realizzarlo appieno.

Buon Natale da Iguazu.

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My first week

22-12 In Buenos Aires 

É ormai una settimana che mi lascio scaldare dal sole argentino. Come sempre accade in queste occasioni, sembra molto di piú, mi pare di aver fatto giá tanto, e invece siamo appena all’inizio. Da domani si riparte per un breve giro, verso il caldo tropicale di Iguazu, prima di fare praticamente scalo a BA, prendere lo zaino e dirigersi definitivamente a sud, salutando Buenos Aires e questa parte del paese.

Come valutare questa prima settimana fatta sopratutto di cittá? Buenos Aires, Rosario, Cordoba. Credo che vedere le cittá di molti paesi, e specialmente di questa parte di mondo, abituati come siamo allo splendore delle cittá italiane ed europee in generale, sia un’esperienza da prendere sempre con le molle. Inutile aspettarsi monumenti grandiosi, scorci magici, l’¡mpatto che possiamo attendere dalle nostre piazze. Conta la gente, conta la confusione che regna quasi sempre incontrastata – il bello e il brutto – conta la sorpresa quando finalmente si riesce ad imboccare la stradina antica, che reca ancora i segni del suo passato, con le sue casette tipiche, la terrazza o le ringhiere in ferro battutto, il cortile interno… Naturale che tutto ció ricordi molto certe cittá del sud della Spagna, é normale che sia cosí.

Buenos Aires é un insieme di tante microcittá. Quartieri diversi tra loro, dalla tranquillitá di certe zone residenziali alla confusione – di urbanizzazione e di stili di vita – dei quartieri piú popolari, delle zone commerciali. San Telmo é forse il barrio piú vivo e genuino, nonostante sia molto turistico. Puerto Madero invece é l’immagine della globalizzazione e del business: grattacielo elevati da un giorno all’altro, nuova urbanizzazione per ricchi, ma costruita con gusto e stile. Il resto é vita che batte 24 ore al giorno…

Rosario ti accoglie tranquilla, sin dall’ingresso in cittá. Case basse, un’idea di relax davvero piacevole. Idea che poi é evidente nei parchi e nella passeggiata lungo il Rio Paraná. Un contesto splendido in cui vorresti poterti sdraiare per una mezza giornata a non far nulla, per poi gustarti un asado preparato in riva al fiume. E il Paraná non finisce mai, non vedi dall’altro lato, con le sue isole in mezzo in cui i local vanno a prendere il sole. Stranissimo, abituati ai nostri fiumiciattoli. Il resto della cittá offre poco, se si esclude l’imponente museo alla bandiera, ma una giornata in cittá é sicuramente consigliabile.

A Cordoba, infine, fa caldo. Fa caldo per il clima, con una cappa pedemontana asfissiante. Fa caldo perché la vita notturna é davvero caliente. E fa soprattutto caldo perché il tasso estetico delle “minas” locali é davvero notevole. Voto 10, con menzione d’onore per le mamme e per il lavoro fatto in particolare ad altezza seno. C’é davvero da farsi venire male agli occhi a furia di guardare (!). Il resto? Ingiudicabile appunto per il troppo caldo,  il troppo alcol bevuto la sera prima e il risveglio pessimo in ostello, che hanno reso il giro turistico di ieri in centro un’impresa difficile… A parte questo, rispetto a Rosario anche qui molta confusione, alcuni bei palazzi – in particolare la Istancia Jesuitica, oggi sede di due Universitá – e molta vita notturna, dovuta ai tantissimi studenti presenti. Dicono siano eccellenti le escursioni nelle Sierras de Cordoba, tra Missioni e villaggi tedeschi (!), ma non c’era decisamente  il tempo…

Domani via alle Cataratas de Iguazu, credo sará davvero uno spettacolo memorabile. E sicuramente un Natale particolare.

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Immagini da un finestrino

19-12 In bus da Buenos Aires a Cordoba

Immagina di trovarti a costeggiare un aeroporto neanche particolarmente piccolo inserito tra due fondamentali arterie di comunicazione di una metropoli. Immagina che la pista sia a non piú di 50 metri dalla strada. E che a dividere tali spazi vi sia una staccionata di 1 metro d’altezza. Staresti costeggiando l’Aeroparque di BA, muovendoti in direzione nord-ovest verso Rosario, come sto facendo io. Con un pó di fortuna assisteresti anche all’atterraggio di un 737 sopra la tua testa.

Proseguendo in quella direzione usciresti dalla metropoli, immerso in un traffico intenso ma ordinato, sulle solite 5 o 6 corsie. I palazzi lascerebbero prima il posto alle villette con cortile, stile American Beauty anche se un pó piú tracurate, poi all’aperta campagna, distese infinite di campi e terra coltivata. Sorrideresti nel vedere 10 dico dieci operatori impegnati a tagliare l’erba che costeggia la carreggiata, uno spazio di venti per venti (sic). Stranezze di questo paese, in cui pare esserci un casello ogni quarto d’ora e in cui ti ritrovi ad osservare stranito le centinaia di autobus locali e long distance. La vista d’insieme é un cocktail tra i carri di Carnevale e “Warriors – Guerrieri della Notte”. Colori sgargianti ovunque, pareti che sembrano bandiere di un pailo, veicoli che impongono la loro presenza sulle strade e compagnie che lottano per farsi vedere, per guadagnare terreno e notorietá. Gli autobus portano in giro il proprio marchio, i propri colori, difendono il proprio clan in questa terra immensa, proprio come Swan&Co nella New York di tanti anni fa…

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Pesi e pesos

20-12 In bus da Cordoba a Rosario

Mentre fuori i finestrini del bus trasmettono distese di campi infinite, io ascolto musica e rifletto su quelli che Luca ha chiamato “pesi”. Pesi dell’anima e pesi della vita. Pesi come coscienza di se e delle proprie responsabilitá, ma anche come inutili zavorre che ci impediscono di decollare. Non so se i pesi che mi hanno iniziato ad accompagnare in questi ultimi anni rientrino in quest’ultima fattispecie. Di certo mi hanno rallentato, hanno reso piú difficile il mio cammino. Ma ormai siamo “bimbi grandi” e forse l’essere adulti comporta anche dover convivere con maggiori difficoltá. Tante ce le cerchiamo noi, certo. Figlie delle nostre paure, dei nostri mille dubbi, delle infinite possibilitá che la vita ci riserva in un’epoca in cui davvero “tutto é possibile”. Niente é definito, niente é definitivo. Riduciamo drasticamente ció che sognamo per riuscire a fare una scelta, per rendere il percorso piú tollerabile e non farsi prendere da un overflow informativo che ci vedrebbe sconfitti in partenza. Ciononostante la coscienza di tuto ció in certi attimi +  o – lunghi ritorna. E quti sono alcuni di quei pesi di cui parlavamo.

Poi peró ce ne sono altri che sono indipendenti da te, dal tuo essere e dal tuo fare, sono reali, e il peso é capire come reagire, come muoversi, quali scelte prendere per essere il miglior uomo possibile. Alcuni pesi li puoi dimenticare, li puoi mettere nel cassetto e chiudere a chiave. Altri nel tuo zaino ci rimangono anche quando sei partito e lontano mille miglia. Ti seguono finché non trovi loro una collocazione ideale, e solo in quel momento possono trasformarsi in altro. Stelle luminose. Compagni di viaggio. Emozioni che scaldano il cuore. Ricordi da cui al contrario continuerá a nascere una lacrima anche dopo anni. Ma quei pesi in quel momento saranno finalmente altro. Parte di te e della tua vita.

Questi pesi sono qui con me, in una tasca laterale dello zaino. A casa non ci volevano proprio stare.  Peró tutti gli altri, quelli che non servono, li ho messi da parte. Credo che  viaggiare serva anche a questo. Liberarsi di inutili fardelli per portar con sé solo quello a cui si tiene realmente. E perché no, capire anche cosa sia, ció cui si tiene realmente.

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cammina cammina…

Alleggerisco un pó il tono di queste pagine con un aggiornamenti semplice semplice, giusto per dare un’idea di quel che si fa da questa parte dell’emisfero… e poi basta delirare, penserá qualcuno!!!

Giorni di km e km a piedi, come mio solito, per gustarmi appieno questa cittá. Per coglierne lo spirito, i colori e la gente, il caos e lo smog, che peró non sembra intaccare un cielo azzurro praticamente costante.

Domattina peró, per non abituarsi troppo a star fermi, bus per Rosario (4 ore), dove passeró la notte e daró un’occhiata alla cittá, per poi ripartire la mattina seguente per Cordoba (altre 6 ore). Decisamente piú tempo per godermela con calma, e poi venerdí sera volo su Buenos Aires. In attesa di ripartire ancora, stavolta per Iguazu.

Insomma, pianura e montagne, clima tropicale semi-giungla, e tra poco il freddo australe… Non si puó dire che questo viaggio sia monotono! Vorrei riuscire a mettere online qualche foto prossimamente, ma non é esattamente immediata come cosa. Pazienza.

É tardi e la sveglia suonerá molto prima del solito domattina. Quindi passo e chiudo.

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