My first week

22-12 In Buenos Aires 

É ormai una settimana che mi lascio scaldare dal sole argentino. Come sempre accade in queste occasioni, sembra molto di piú, mi pare di aver fatto giá tanto, e invece siamo appena all’inizio. Da domani si riparte per un breve giro, verso il caldo tropicale di Iguazu, prima di fare praticamente scalo a BA, prendere lo zaino e dirigersi definitivamente a sud, salutando Buenos Aires e questa parte del paese.

Come valutare questa prima settimana fatta sopratutto di cittá? Buenos Aires, Rosario, Cordoba. Credo che vedere le cittá di molti paesi, e specialmente di questa parte di mondo, abituati come siamo allo splendore delle cittá italiane ed europee in generale, sia un’esperienza da prendere sempre con le molle. Inutile aspettarsi monumenti grandiosi, scorci magici, l’¡mpatto che possiamo attendere dalle nostre piazze. Conta la gente, conta la confusione che regna quasi sempre incontrastata – il bello e il brutto – conta la sorpresa quando finalmente si riesce ad imboccare la stradina antica, che reca ancora i segni del suo passato, con le sue casette tipiche, la terrazza o le ringhiere in ferro battutto, il cortile interno… Naturale che tutto ció ricordi molto certe cittá del sud della Spagna, é normale che sia cosí.

Buenos Aires é un insieme di tante microcittá. Quartieri diversi tra loro, dalla tranquillitá di certe zone residenziali alla confusione – di urbanizzazione e di stili di vita – dei quartieri piú popolari, delle zone commerciali. San Telmo é forse il barrio piú vivo e genuino, nonostante sia molto turistico. Puerto Madero invece é l’immagine della globalizzazione e del business: grattacielo elevati da un giorno all’altro, nuova urbanizzazione per ricchi, ma costruita con gusto e stile. Il resto é vita che batte 24 ore al giorno…

Rosario ti accoglie tranquilla, sin dall’ingresso in cittá. Case basse, un’idea di relax davvero piacevole. Idea che poi é evidente nei parchi e nella passeggiata lungo il Rio Paraná. Un contesto splendido in cui vorresti poterti sdraiare per una mezza giornata a non far nulla, per poi gustarti un asado preparato in riva al fiume. E il Paraná non finisce mai, non vedi dall’altro lato, con le sue isole in mezzo in cui i local vanno a prendere il sole. Stranissimo, abituati ai nostri fiumiciattoli. Il resto della cittá offre poco, se si esclude l’imponente museo alla bandiera, ma una giornata in cittá é sicuramente consigliabile.

A Cordoba, infine, fa caldo. Fa caldo per il clima, con una cappa pedemontana asfissiante. Fa caldo perché la vita notturna é davvero caliente. E fa soprattutto caldo perché il tasso estetico delle “minas” locali é davvero notevole. Voto 10, con menzione d’onore per le mamme e per il lavoro fatto in particolare ad altezza seno. C’é davvero da farsi venire male agli occhi a furia di guardare (!). Il resto? Ingiudicabile appunto per il troppo caldo,  il troppo alcol bevuto la sera prima e il risveglio pessimo in ostello, che hanno reso il giro turistico di ieri in centro un’impresa difficile… A parte questo, rispetto a Rosario anche qui molta confusione, alcuni bei palazzi – in particolare la Istancia Jesuitica, oggi sede di due Universitá – e molta vita notturna, dovuta ai tantissimi studenti presenti. Dicono siano eccellenti le escursioni nelle Sierras de Cordoba, tra Missioni e villaggi tedeschi (!), ma non c’era decisamente  il tempo…

Domani via alle Cataratas de Iguazu, credo sará davvero uno spettacolo memorabile. E sicuramente un Natale particolare.

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3 commenti

Archiviato in On the road

3 risposte a “My first week

  1. mario

    secondo un’antica credenza argentina Babbo Natale un giorno passò da Iguazul, e fu talmente affascinato dal posto che decise di fermarsi lì (quello che gira il mondo a portare regali è infatti suo fratello minore), lo si può facilmente incontrare in un bar lungo la caretera mentre sorseggia margarita e saluta le belle ragazze che passano
    se lo incontri fatti un bicchiere anche da parte mia, e auguragli… buon Natale

  2. gang del bosque

    oh cos’è..questo blog raccatta solo dei forti consumatori di Tavernello!!!

  3. Secondo un’antica credenza..tarlata, sotto un cielo tra il terso e il quarso, nella notte del 25 dicembre, mentre passavo di panaderia in panaderia, tra un perro e uno stambecco e tra uno stambecco e un perro, sentii una fioca voce chiamarmi di lontano: ” orsùùùùù, dunque, assaggia questa tipica bevanda iguazuliana che così potrai mirar le stelle”, ordunque sorseggiai la mirabil bevanda..e quel giorno la guardia zivil mi sequestrò tutte le renne..maledetto Tavernello!!
    Babbo Natale

    p.s. indovina indovinello..chi è che offerse il Tavernello?

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