2008: Vita in Italia

E’ passata una settimana, ormai, dal mio rientro in Italia. A quest’ora sette giorni fa stavo cercando di riabituarmi alle mie 4 mura e alla mia casa formato miniatura. Alle sue comodità, al suo calore e al senso di sicurezza che sa trasmetterti la tua tana. E allo stesso tempo tentavo di preservare sin dal primo istante l’energia e la vitalità che sa trasmetterti la libertà, quella sensazione di autonomia e indipendenza, in particolare dalle futilità quotidiane. Quando sei in strada conta l’essenziale, ed ecco che rivedermi ora a fissare l’armadio 10 minuti per decidere come vestirmi la mattina, beh è qualcosa che mi fa tuttora sorridere (ad essere sinceri se ho fretta mi fa incazzare…).

L’impatto del rientro è stato difficile. Prevedibile no? Il fuso orario. Il clima. Il lavoro. Quella sensazione mentale di “fine”, sapendo che passerà quantomeno un pò di tempo prima di poter ripartire. Ma il rientro ha voluto dire anche raccontare e raccontarsi. Il racconto è facile, richiede solo tempo e pazienza da parte di chi ascolta, voglia di vedere le centinaia di foto scattate, oltretutto su un monitor disfatto 🙂 … Il raccontarsi è più complesso, ma spesso non è neanche necessario. Le esperienze che fanno una persona le puoi captare facilmente, le puoi percepire nei suoi occhi. Basta metterci un pò di attenzione e di impegno. Spero quindi che le “vibrazioni” che mi porto dietro in questi giorni siano positive e ricche di energia anche per chi mi sta accanto.

Di tutte le domande e le chiaccherate, però, un breve passaggio mi è rimasto impresso. Su skype mi è stato chiesto: “ti sei divertito?”. Io per un attimo non ho saputo rispondere. Divertito è la parola adatta? Rispecchia quello che ho fatto? O si addice molto di più a una one-week in Ibiza? Ci ho pensato un attimo, poi ho scritto questo:
“Ho vissuto.
E quindi mi sono divertito.
La vita è bella quando la vivi davvero”.
E ora allora continuo a vivere, faccio di tutto per continuare a vivere davvero. Secondo i miei ritmi, seguendo i miei desideri ed i miei sogni. Costi quello che costi. Se dovessi dimenticarmelo, siete autorizzati e svegliarmi – con le buone o con le cattive.

In tutto ciò, purtroppo, una nota dolente. Sempre più mi rendo conto, infatti, di vivere in un paese che fa pietà. E non si tratta del solito pessimo vizio di sparare merda sulla propria gente, sui propri governanti. Rendiamoci conto che siamo davvero alla farsa, sotto tanti, troppi aspetti. Politica, costume, società. Assuefatti alla mediocrità, chiudiamo gli occhi, ci tappiamo il naso, e tolleriamo di tutto. Speriamo nel meno peggio – io per primo – e alla fine dobbiamo adeguarci e tacere. Il risultato? Sotto gli occhi di tutti in questi giorni, non credo ci sia bisogno di fare un elenco di tutto il letame che dobbiamo tollerare quotidianamente. Basta. Se il disgusto è oltre i livelli di soglia per molti di voi, figuratevi per chi rientra dopo un mese di “cella di isolamento e purificazione”. O, peggio ancora, per chi non ci conosce e ci guarda da lontano…

(Volevo chiudere il post con un insulto appropriato, ma non ne trovo di sufficientemente sprezzanti… Accetto suggerimenti!)

Annunci

1 Commento

Archiviato in Deragliamenti

Una risposta a “2008: Vita in Italia

  1. chiara

    Quando questa sera ho riattaccato….ho pensato che tu fossi cambiato! Non ti conosco bene e da molto tempo non ti vedevo nè ti sentivo.
    Ho parlato poco con te…ma credo che questo viaggio più che averti cambiato abbia portato alla luce ciò che tu già eri e che forse tenevi nascosto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...