In salita

pausa

Sembrerà un paragone forzato, ma in questi giorni mi sento come se stessi risalendo una montagna interminabile, con condizioni meteo avverse e le gambe che affondano ad ogni passo in un metro di neve fresca. La salita è lenta, la meta è lontana, ancora invisibile, interiorizzare il cammino quasi impossibile. Troppa la fatica per poter pensare anche ad altro. Si avanza piuttosto, un passo dopo l’altro, attenti a non perdere la traccia che tanto faticosamente abbiamo disegnato e identificato nel bianco che ci circonda.
E se a tratti almeno il sole ci bacia, spesso sono invece nuvoloni a rendere l’impresa ancora più difficile. Vento, imprevisti, ancora neve che ti sferza il viso. Non sai mai cosa ti riserva il risveglio, e non sono i fattori esteriori a influire sul clima, ma il tuo stato d’animo, sempre mutevole. Potresti poi sperare di avere un compagno di salita, con cui sostenersi a vicenda – è decisamente sconsigliato avventurarsi in montagna da soli, un pò come per la vita, secondo alcuni – e invece sei solo in questo percorso. Forse il compagno ti attende in cima, forse l’hai perso per strada, forse ti ha lasciato andare – convinto che la traccia giusta e la cima verso cui puntare fossero altre.
Strano quindi pensare come quella che è la mia più grande passione in questo momento in qualche modo rifletta anche il mio stato d’animo, le mie sensazioni di ogni giorno, del mio vivere quotidiano, al di là dei rari momenti in cui sono davvero in montagna. Strano però notare come l’impatto delle stesse condizioni lasci segni diversi sulla tua pelle: dal cemento ai boschi, dalle auto alla tavola, dal caos alla quiete e alle solitudine, ci sono troppi fattori diversi nel quadro. E la salita, da esperienza esaltante cui tendere, anche in previsione – perchè no – di quella che sarà un’esaltante discesa, diventa invece un cammino forzato, confuso, difficile.
Forse si chiama semplicemente crescere (o invecchiare). Forse si chiama semplicemente vita – e in questa fase non va in discesa. Forse è normale. Però se proprio devo salire, se proprio dev’essere un’impresa, allora preferisco scegliere io dove e come farlo, disegnare la mia traccia e avventurarmici, e soprattutto voglio poter decidere se salire da solo o meno.

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1 Commento

Archiviato in Deragliamenti

Una risposta a “In salita

  1. Alessandra

    Ciao,
    ho letto un po’ il tuo blog……. lo leggerò con calma poi, per ora ti auguro Buona Pasqua e mi guardo un po’ le tue splendide foto.
    tua cuggina

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