Due righe e niente più

Dopo varie settimane ritorno a scrivere. Scrivo approfittando di una serata di quiete mentale in questo inizio di giugno, mentre nelle strade ancora suonano clacson e trombe a festa. Scrivo all’alba di un forcing finale che per i prossimi 45 giorni mi vedrà correre impegnato su più fronti. Un pò all’estero, per il resto qui a “farmi il mazzo”. Cosa sarà di me poi, francamente non lo so. Intanto cercherò di contenere la frenesia, la voglia di far bene a tutti i costi, e vedrò di mantenere un pò di sanità mentale.

A parte ciò, quello che vedo intorno a me non mi piace certo granchè. Un paese che come un gambero indietreggia e si rintana nel proprio angolino, a proteggersi da chissà quali nemici. Un paese che non riesce a rigenerarsi, a cambiare, a dare una svolta, ma che ciclicamente ripete i suoi errori. Un paese silenzioso quando ci sarebbe da farsi sentire, e sempre pronto a urlare (strepitare…) quando invece converrebbe tacere. Un paese che vive di FUFFA, ma non se ne rende conto. Io di questo paese faccio parte.
Ma che due maroni. Amen.

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