Archivi del mese: ottobre 2009

Artwork socialmente utile #1

Mr. Bad Guy

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Impotenza o noncuranza?

Stasera ho bisogno di scrivere. Nonostante l’influenza. Nonostante la voglia di andare a dormire e lasciare perdere. Ho bisogno di scrivere per sentirmi un pò meno impotente. O forse solo un pò meno menefreghista, appunto.

Menefreghista perchè tanto tutto va bene. Perchè in fondo me ne torno a lavorare in Svizzera. Perchè tanto sono un ragazzo fortunato. Perchè anche se mi impegno cosa cambia?

E intanto sto paese è sempre più alla frutta. Sì, in coma profondo. Scrivetelo pure, sono antiitaliano. Venitemi a prendere. Ma prima leggete attentamente.

Questo paese è un sogno, ha una storia eterna, ha tutto ciò che gli serve. Da anni mi chiedo perchè – nell’inspiegabile catena degli eventi – il mio DNA si sia formato proprio qui e non in Kamchatka o in Iowa, e ringrazio questa strana fortuita casualità. Questo paese ha un’anima, anzi ha tante anime, e ognuna merita di essere scoperta, studiata, amata, nei suoi pregi e nei suoi difetti. Alla scoperta dell’Italia. Ne vale la pena.

Ma queste anime – o meglio questa percentuale di anime che dovrebbe girare intorno al 60% abbondante – oggi come fa a non vedere che nell’Italia2009 ci sono troppe cose che non vanno, che la deriva sta diventando pericolosa e che è il momento di dire NO?!

NO. Ma non a uno schieramento politico, Pdl, Lega o chicchessia, attenzione.

NO a colui che della politica ha fatto un gioco personale – del quale è sapiente maestro, inutile negarlo – a suo uso e consumo. Mister B.

NO a tutto quello che lo circonda e lo ha reso ciò che è oggi. Star system, tette culi soldi, coca e tarantelle.

e NO sopratutto a noi – a noi come SOCIETA’ (IN)CIVILE – a questa nostra sempre più evidente accettazione di essere ciechi muti e sordi di fronte a cose che NO, non sono normali. Neanche in Italia, dove la normalità è un’opinione.

NO, non mi sento meglio ora e NO, non ho fatto neanche lontanamente il mio dovere.

La nostra partecipazione politica, giovanile e non – e la mia per prima – è da tempo inesistente. L’opposizione (quale?!) litiga, inconsistente. Si frammenta. La gente si affanna per ciò che non conta, e tralascia ciò che conta. Troppo faticoso. Troppa energia sprecata. Ci si barrica in casa, si grida “Al ladro!”, quando il ladro è già scappato in fondo alle scale, spaventato dalle urla, lui che, chissà, forse in realtà voleva solo una tazzina di zucchero.
Si parla del NIENTE.
CI SI LASCIA NUTRIRE DI NIENTE.
Loro ci provano. Noi li lasciamo fare. Convinti, come dei tossici allo sbando, che tanto quando ci pare spingiamo il tasto stop e tutto torna come prima: le nostre libertà, i nostri diritti, i nostri doveri. E soprattutto i nostri cervelli. Ma non è così.

E io mi sento impotente.

Impotente perchè quando finalmente mi scrollo di dosso questa fottuta noncuranza, questo menefreghismo, e sentirei il dovere di schierarmi, di lottare – in QUALSIASI maniera – di lanciare un segnale al mio paese, vedo il vuoto intorno. Un vuoto di passione e di principi. Di valori e sogni per il futuro, sogni che vanno al di la di macchina vestiti, aperitivo e telefonino. Ditemelo, con chi cazzo ci vado, a fare le barricate? Con Beppe Grillo?

Per il momento non mi resta che cercare consolazione e improbabili compagni di avventura sul web o nelle  parole di alcune delle poche “penne libere” del mondo dell’Informazione, quello con la i maiuscola. Ma rimangono parole. Quando sarebbe il momento di passare ai fatti.

Chè le parole, oggi, svaniscono troppo in fretta. Anche le mie…

E il senso di impotenza cresce ancora.

(colonna sonora: Riccardo Sinigallia)

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Tirreno-Adriatica 2009

“Ma n’do cazzo vanno questi senza scarpe?!”

L’esclamazione li accoglie nella quiete di Porto Santo Stefano. Proviene da un balcone al terzo piano del palazzo di fianco a quello della pensione in cui sono alloggiati. Pensione Weekend. E’ giovedì mattina. Saranno quasi le nove ormai, ma il paese non ha assolutamente fretta di svegliarsi.
“QUESTI” siamo noi, 3 vagabondi che rientrano sorridenti ed euforici dopo un bagno ottobrino pre-colazione. Uno ha le ciabatte – o meglio ha solo quelle – e le usa. Gli altri due invece approfittano dell’asfalto pulito e camminano a piedi nudi. Oddio, pulito… sempre asfalto è, anche se siamo in Toscana, ed ecco quindi che si giunge alla simpatica signora impicciona del terzo piano.

I tre vagabondi in questione, sorpresi e rallentati nella reazione dal non aver ancora preso il caffè, si guardano sconcertati. Ci scappa un classico “ma i cazzi tuoi no!?”, volano un paio di madonne volanti con il sorriso in bocca, ma rimane solo a mezza voce la risposta più veritiera e premonitrice di quanto seguirà per i giorni successivi: “Se è per questo siamo anche SENZA MUTANDE!”

Senza mutande a volte, ma con 3 biciclette (alias CANCELLI), un pò di zavorra sistemata nei modi più vari e una gran carica (più mentale che fisica, a voler essere onesti) per affrontare questa traversata dell’Italia su due ruote a pedali. Dall’Argentario all’Adriatico, passando per Viterbo, Terni, Rieti, L’Aquila e il Gran Sasso, cercando le strade più lontane dalle macchine e dalla civiltà, e godendo di ogni momento passato insieme.

Si parte!

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